Nuove Pagine di Vangelo

14 giugno – MARIA, FONTE DELLA NOSTRA GIOIA

Vogliamo questa settimana soffermarci, nella nostra riflessione, su un titolo particolare della nostra Madre celeste: “Maria fonte della nostra gioia”. Può apparire paradossale il fatto che parliamo di Maria fonte della nostra gioia, contemplandola sotto la Croce del Figlio: vedeva morire di una morte atroce il Figlio che aveva dato al mondo come il Salvatore; e generava, come il Figlio suo stesso lo aveva indicato nella nuova maternità, nuovi figli che costituivano la chiesa di cui ella diventava figura e madre. Giovanni, che apparentemente sembra sostenere la Madonna afflitta e addolorata, rappresenta tutti noi, affidati a queste cure materne di una madre addolorata, ma non sconsolata, anzi capace di consolare e di portarci al suo Figlio, il Salvatore.

Non è quindi paradossale che, guardando alla figura di Maria nel dolore, noi la chiamiamo “fonte della nostra gioia”. Questo è il paradosso: la gioia, quella vera, quella che nessuno ci può togliere e che non è mai frutto di circostanze favorevoli o della capacità degli uomini di evitare l’esperienza degli altri, ma è frutto di una vittoria in una lotta che include la croce e la sofferenza. È l’esperienza di Gesù, è l’esperienza di ogni discepolo del Signore che non è da più del maestro. La gioia che non deriva da una vittoria piena sul peccato non è vera, e la vittoria sul peccato viene attraverso una lotta e una sofferenza. Tutto ciò non è una bizzarria di Dio, non è una stranezza della nostra religione: la gioia vera, quella pace che è frutto e dono del Risorto, è conseguenza di una restaurazione di un disegno infranto. Non è per colpa di Dio se c’è la sofferenza nel mondo, e non è per colpa di Dio se per vincere il male e il peccato c’è da soffrire: occorre una lotta e bisogna accettare di lottare fino alla fine, fino alla vittoria.

Questo quadro di Maria, questa icona di Maria addolorata che è rappresentata nel momento culmine della sofferenza, è anche già nella luce della vittoria della Pasqua. Mai la Croce cristiana può essere separata dalla Risurrezione. Occorre per questo resistere, come Maria che stava ai piedi della Croce senza perdere la speranza.

Anche noi contempliamo, senza turbamento, questa immagine proclamando Maria “fonte della nostra gioia”. Fonte della nostra gioia perché Maria è “beata”, come già abbiamo ricordato, nel momento della sua visita alla cugina Elisabetta. Elisabetta la proclama beata perché “ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45). Maria santissima è colei che si è abbandonata fiduciosa nelle mani di Dio, e lo ha fatto nel momento in cui, certa che il Signore la chiamava, ha detto il suo “sì” pieno e incondizionato: “Ecco sono la serva del Signore; avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38).