Nuove Pagine di Vangelo

Anche io, come p. Roberto R. ho conosciuto personalmente don Roberto Malgesini nel servizio pastorale vissuto come seminarista della diocesi di Como negli anni 2004 e 2005 nella parrocchia dei SS. Vito e Modesto in Lipomo. Ricordo volentieri quell’esperienza particolarmente significativa non tanto per essere stata la prima quanto per la sua ricchezza formativa. Ringrazio e ricordo con particolare affetto don Mario Mojola in quegli anni parroco di Lipomo e  ora ricoverato presso la RSA San Carlo Borromeo “Fatebenefratelli” di Solbiate.

Ho appreso la notizia della morte di don Roberto vivendo un rapido passaggio dal dolore che  rimane alla gratitudine, al ringraziamento. Considero questo “passaggio” come un dono che insieme a don Roberto il Signore mi ha fatto.

Così e solo con queste parole desidero ricordarlo vivendo anche in comunione con tutti coloro che l’hanno avuto vicino nelle diverse età della sua vita, prima di tutti la sua famiglia.

Conoscerlo è stato sicuramente un dono del Signore. Per me don Roberto è stato un prete del servizio e del puro ed autentico dono di se all’altro, sintesi perfetta di Marta e Maria sorelle di Lazzaro, prete attento alla Parola del Maestro ma anche prete che ha fatto di questa Parola la sua vita, ecco perché sintesi, ecco perché autentica e perfetta, culmine e meta di ogni cristiano.

Ricordo la sua capacità di ascolto, il suo silenzio un silenzio denso e totale proprio per l’attenzione ad ascoltare ogni uomo e donna. Un silenzio che prendeva corpo nel suo corpo, nella sua vita, un silenzio che generava azione. Inserita nella sua capacità di ascolto e nel suo silenzio c’era la sua timidezza non negativa ma positiva, educata e cordiale che lo apriva alla sua grande vicinanza verso tutti e verso tutti ha vissuto una grande fraternità. Don Roberto è andato incontro a tutti, a tutti si è donato.

Don Roberto è quel chicco di grano che caduto in terra muore e porta molto frutto, un chicco che chiede a ciascuno di noi che l’abbiamo conosciuto e amato di portare frutto. La vita donata di don Roberto ci apre alla testimonianza, all’assunzione responsabile dell’imperativo del dono che trova compimento nel Corpo di Cristo spezzato e nel Sangue di Cristo versato per la vita del mondo.

L’incontro con Cristo e con i fratelli cambia la vita. Ogni incontro suscita domande.

Coloro che hanno conosciuto don Roberto sono oggi alla ricerca di una risposta:

Come la (mia) vita  a partire dall’incontro fatto con Cristo e con don Roberto può portare frutto, facendo si che questo rimanga?

P. Davide – Casa Mater Sacerdotis – ROMA